Cosa ne pensano i cittadini russi del conflitto in Ucraina?

Cosa ne pensano i cittadini russi del conflitto in Ucraina?

Al di là degli aspetti politici e militari, ampiamente discussi su tutti i media mondiali, è interessante chiedersi a due anni dall’inizio del conflitto in Ucraina quali sono le opinioni dei comuni cittadini della Federazione Russa riguardo la cosiddetta ‘operazione militare speciale’ e le sue conseguenze.

Abbiamo quindi analizzato i sondaggi e le rilevazioni periodicamente condotte da due dei principali istituti statistici del paese, ovvero il Centro di Ricerca sull’Opinione Pubblica Russa (VTSIOM), ente pubblico, ed il Levada Center, catalogato invece come ‘agente straniero’ a causa di finanziamenti ricevuti dall’estero.

Sostegno all’intervento militare

Partiamo dal sostegno nei confronti dell’intervento militare russo che, in base ai dati del Levada Center, si è sempre attestato stabilmente in questi mesi tra il 71% e il 77%, con un dissenso invece ridotto ad una percentuale tra il 16% e il 21%. Il consenso maggiore (90%) si raggiunge tra i cittadini di oltre 65 anni, quello minore nella fascia tra i 25 e i 34 anni (75%). Secondo VTSIOM il livello generale di sostegno all’operazione speciale è attualmente del 72% mentre i contrari il 20%.

Successo dell’operazione

L’opinione sull’andamento del conflitto presenta qualche oscillazione in più, dovuta ai particolari momenti sul campo di battaglia. Dopo i ritiri tattici nel Settembre 2022 dell’esercito russo dalla regione di Kharkov e dalla città di Kherson, i dati del Levada Center riportavano un 32% di persone insoddisfatte dall’andamento dell’operazione militare mentre un 53% la riteneva un successo. Nell’ultima rilevazione di Novembre 2023, dopo il fallimento della controffensiva ucraina, invece gli ‘ottimisti’ erano saliti al 66% ed i ‘pessimisti’ scesi al 20%. Per VTSIOM a Gennaio 2024 l’80% dei russi riteneva ‘significativi’ i risultati raggiunti con l’intervento in Ucraina.

Guerra o pace?

Parallelamente al vasto supporto verso l’operato dell’esercito, cresce però con il tempo il numero dei cittadini che vedrebbero con favore l’avvio di negoziati per porre fine al conflitto. I dati di Levada Center riportano che a Maggio il 48% della popolazione riteneva necessario proseguire l’azione militare ed il 45% avviare trattative mentre l’ultimo rilevamento di Novembre riporta un inversione di tendenza con il 36% favorevoli a continuare senza compromessi ed il 57% orientati verso la ricerca di una soluzione diplomatica, percentuale che raggiunge il 74% tra i giovani al di sotto dei 24 anni.

Reazione alle sanzioni

Il quadro complessivo che emerge è quello di una forte unità e stabilità della società russa. Se la scommessa dell’Occidente era quella di utilizzare l’azione militare di Kiev e le sanzioni internazionali per indebolirla fino a causarne un collasso politico, economico e sociale sul modello di quanto accaduto all’Unione Sovietica, si può dire che per adesso sia clamorosamente fallita, ottenendo anzi l’effetto opposto.

Se nel 2014, con l’introduzione delle prime sanzioni per la riunificazione con la Crimea, il 34% dei russi secondo Levada Center sosteneva di essere stato personalmente colpito, nel 2023, nonostante l’aumento senza precedenti dell’impianto sanzionatorio, tale percentuale è scesa ad un modesto 11%, con l’87% della popolazione che ritiene ininfluente l’impatto delle sanzioni sulla propria vita.

Approvazione di Putin

Analogamente il consenso nei confronti del presidente Vladimir Putin ha avuto una netta impennata dall’inizio dell’operazione speciale. Una approvazione che da allora rimane stabile tra il 77% e l’85% per Levada Center e tra il 76% e l’82% per VTSIOM.

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