La nuova Guerra Fredda è cominciata. Ma stavolta lo scenario è tutto diverso
Dalle polemiche su Navalny al tentativo di rivoluzione colorata in Bielorussia, passando per sanzioni economiche ed espulsioni di diplomatici fino ad arrivare al recente riaccendersi della tensione militare in Donbass: non ci troviamo sull’orlo di una nuova Guerra Fredda, ne siamo già dentro.
La rinascita della Russia e la strategia americana
Un mondo sempre più multipolare
Washington attacca e Mosca controbatte
Europa spettatrice passiva e rassegnata della nuova Guerra Fredda
Di tutti questi eventi, destinati comunque vada a ridisegnare lo scenario geopolitico mondiale, l’Europa è spettatrice passiva, nonostante Donetsk si trovi a soli 2000 km da Berlino. Decenni di sudditanza e vassallaggio verso Washington hanno reso completamente incapace il Vecchio Continente di perseguire una strategia geopolitica funzionale ai propri interessi o quanto meno non dannosa per essi. Se c’è qualcuno che ha tutto da perdere in questa situazione è proprio l’Europa, che rischia di ritrovarsi con una guerra nel cortile di casa che coinvolge il suo principale fornitore energetico. Ma la cosa sembra non interessare a Bruxelles, i cui leader si limitano a ripetere a pappagallo le dichiarazioni dei funzionari americani.
La nuova Guerra fredda: uno scontro di civiltà tra progressisti e identitari
L’unica cosa che hanno sicuramente in comune la Guerra Fredda di ieri con quella di oggi è l’aspetto ideologico del conflitto. Le guerre come noto vengono sempre mosse per motivazioni concrete, economiche e/o geopolitiche, e non ideali. Tuttavia anche l’ideologia politica spesso emerge sullo sfondo. Negli anni del secondo dopoguerra la contrapposizione era tra capitalisti e comunisti. Oggi la distinzione è tra nazioni progressiste (liberiste, antirazziste, lgbt-friendly etc) e identitarie (economia al servizio dello Stato, patriottismo, valori tradizionali etc). Il vero scontro di civiltà nel prossimo futuro sarà questo.
Lorenzo Berti
