Storia della Russia, capitolo V: il periodo dei Torbidi
Dopo aver parlato del personaggio di Ivan il Terribile (per il capitolo dedicato clicca qui), continuiamo la nostra storia della Russia in breve passando al periodo storico chiamato “epoca dei Torbidi”.
La lotta per il trono e Boris Godunov
A contendersi il trono c’erano la famiglia Romanov, appartenente all’alta aristocrazia russa da oltre due secoli, e Boris Godunov, un boiardo di modeste origini che aveva fatto fortuna durante l’opricnina fino a far sposare sua sorella con l’allora sovrano Feodor. Secondo molti storici fu lo stesso Godunov a far uccidere il piccolo Dmitrij per la sua brama di potere.
Ottenuto il sostegno della Duma e della Chiesa, Boris Godunov riuscì a farsi proclamare Zar e come primo provvedimento esiliò i Romanov e tutti i loro alleati. Ma a rendere immediatamente difficile il suo regno fu la grande carestia che colpì la Russia tra il 1601 e il 1603 a causa di estati molto fredde e che innescò grandi rivolte nelle campagne, soprattutto tra i cosacchi dei territori meridionali.
Il falso Dmitrij
Cercando di approfittare del caos di quel periodo, con Mosca che stava perdendo il controllo sui suoi domini, si presentò sulla scena un impostore che millantava di essere il figlio di Ivan IV, Dmitrij, in realtà morto. Il cosiddetto falso Dmitrij, che in realtà si chiamava Grigorij Otrepev, ottenne l’appoggio per la sua fasulla rivendicazione dal regno di Polonia e anche da alcuni nobili russi riuscendo ad insediarsi al Cremlino dopo la morte di Boris Godunov nel 1605.
Il suo regnò però ebbe vita breve. Inviso alla popolazione e anche alla Chiesa Ortodossa per via dei suoi tentativi di convertire la Russia al cattolicesimo come ricompensa per l’appoggio ricevuto dai polacchi, dopo soli dieci mesi dalla sua proclamazione il Cremlino fu assaltato ed il falso Dmitrij fu ucciso, squartato, bruciato e le sue ceneri sparate da un cannone in direzione della Polonia.
A succedergli sul trono fu uno degli organizzatori della rivolta, il boiardo Vasilij Sujskij. Come risposta alla sua alleanza con la Svezia, la Polonia prima sostenne un nuovo impostore, il falso Dmitrij II, e poi attaccò direttamente con il proprio esercito la Russia entrando a Mosca nel 1610, facendo prigioniero lo Zar Vasilij IV e sostituendolo con Ladislao Wasa, figlio del sovrano polacco Sigismondo III.
La cacciata dei polacchi e l’ascesa dei Romanov
Molte regioni si rifiutarono di obbedire a un fantoccio della Polonia e, fortemente sostenute dalla Chiesa Ortodossa, misero insieme un’armata guidata dal principe Dmitrij Pozarskij che nel 1612 cacciò i polacchi da Mosca. Nel 1613 comandati dell’esercito, boiardi e alto clero riunirono lo Zemskij Sobor, una sorta di parlamento dell’epoca, e proclamarono Zar Michail Romanov, figlio di Feodor Romanov, esiliato da Godunov e divenuto patriarca della Chiesa Ortodossa russa con il nome di Filarete, il quale fu di fatto il vero sovrano in virtù del suo forte prestigio. L’inizio della dinastia Romanov pose fine all’epoca dei Torbidi. Lo Stato russo era riuscito a sopravvivere pur perdendo la città di Smolensk, tornata a far parte della Polonia, e la costa russa del Golfo di Finlandia, passata alla Svezia.
