Storia della Russia, capitolo XII: Alessandro III il 'pacificatore'
Dopo l’assassinio di Alessandro II al trono arrivò suo fratello Nikolaj Aleksandrovic. Il regno di Alessandro III venne pesantemente influenzato dal clima di terrore creato dai ribelli radicali e fu caratterizzato quindi da un’opera di contro-riforme mirate a rafforzare il potere dell’autorità.
Il nuovo Zar si concentrò sulla stabilizzazione della situazione interna e non intraprese alcuna guerra espansionistica. In un dispaccio destinato alle principali potenze concorrenti inviato solo pochi dopo la sua ascesa al trono comunicò che “la Russia si sarebbe occupata soprattutto di sé stessa. Solo il dovere di difendere il proprio onore e la propria sicurezza possono distoglierla dalle proprie occupazioni interne”. Per questo motivo passò alla storia come ‘Il Pacificatore’.
Tutte le organizzazioni terroristiche, ‘Volontà del Popolo’ per prima, furono duramente perseguite, venne limitata la libertà delle università, stretta la censura e ridotti gli spazi di autonomia amministrativa.
Nazionalismo e sostegno alla Chiesa
Lo Zar aveva una visione ideologica nazionalista e portò avanti campagne di russificazione in Polonia, Finlandia, Baltico e Caucaso.
Guardava con disprezzo agli ebrei, che già al tempo stavano accumulando notevoli capitali soprattutto con le banche e la finanza, ritenendoli sfruttatori del lavoro dei russi e sostenitori dei movimenti sovversivi, per questo motivo promosse leggi che gli imponevano restrizioni economiche e gli vietavano di candidarsi alle elezioni locali.
Dopo decenni di discriminazione e secolarizzazione forzata, Alessandro III fu il primo sovrano che tornò ad appoggiare la Chiesa Ortodossa favorendo la diffusione delle scuole ecclesiastiche e delle parrocchie, che passarono da 4.500 nel 1882 a 32.000 nel 1894.
Nasce la Transiberiana e cambiano le alleanze internazionali
Economicamente invece Alessandro III sostenne con forza la modernizzazione infrastrutturale del paese. Grazie anche alle grandi capacità del Ministro delle Finanze Sergej Witte, il sistema ferroviario conobbe uno sviluppo senza precedenti. Puntando sulle potenzialità, sia in termini agricoli che di risorse naturali, dei territori siberiani cominciò nel 1891 la costruzione della ferrovia Transiberiana che avrebbe collegato Mosca e la parte europea della Russia con Vladivostok e l’Oceano Pacifico. Un’opera mastodontica di oltre 9 mila chilometri che rappresentava la più lunga ferrovia al mondo. Oltre alla Transiberiana venne realizzata anche la linea ferroviaria Transcaspiana che dal Mar Caspio arrivava fino all’Uzbekistan. Inaugurata nel 1881 rappresentò un forte supporto per lo sviluppo russo nell’Asia centrale.
In politica estera il nazionalismo panslavista dello Zar lo portò ad allontanarsi da Germania e Austria, forzandolo quindi a stringere un’alleanza difensiva nel 1894 con la Francia. Un evento importante perché rappresenterà la base per la futura coalizione della ‘Triplice Intesa’ nella Prima Guerra Mondiale.
