L'incredibile storia dell'icona della Madonna di Kazan
Il 21 luglio la Chiesa ortodossa Russia celebra l’icona della Madonna di Kazan. L’icona rappresenta per i russi un simbolo della misericordia di Dio verso la terra russa, soprattutto nei suoi momenti più difficili.
L’icona originale venne dipinta probabilmente a Costantinopoli e poi trasportata al monastero di Kazan. Con l’invasione tatara nel 1209 si persero le sue tracce. Dopo la liberazione della città fu ritrovata miracolosamente nel 1579, dopo un violento incendio che aveva quasi completamente distrutto la città. Secondo quanto si narra fu la Madonna stessa ad apparire in sogno a una bambina dicendole di scavare tra le rovine della propria casa. La santa icona venne così alla luce, avvolta in un vecchio drappo e perfettamente conservata.
Ogni volta che la Russia si è trovata in pericolo mortale le autorità hanno chiesto aiuto alla Madonna di Kazan. Nel 1612 durante la guerra con la Polonia una copia dell’icona venne inviata a Mosca alle milizie russe che guidavano la resistenza contro le armate polacche. La liberazione della città fu attribuita all’intercessione della Santa Madre di Dio di Kazan. In seguito l’icona divenne vessillo della vittoria dello Zar Pietro il Grande sugli svedesi e, successivamente, della sconfitta di Napoleone nel 1812.
Durante la Grande Guerra Patriottica il capo di stato maggiore dell’Armata Rossa, Boris Shaposhnikov, raccontò a Stalin che un venerato asceta ortodosso libanese, padre Elia, aveva passato tre giorni e tre notti nella cripta della sua chiesa, senza bere né mangiare né dormire, in ginocchio e in preghiera. L’ultimo giorno gli era apparsa, su una colonna di fuoco, la Madre di Dio dicendogli che per salvare Leningrado bisognava che le chiese e i monasteri russi venissero riaperti (molti erano stati chiusi a causa della politica anti-religiosa dei comunisti) e l’icona della Madonna di Kazan portata in processione a Leningrado, Mosca e Stalingrado.
Stalin diede ordine di eseguire tutto ciò e così la persecuzione religiosa fu sospesa, 20.000 luoghi di culto furono riaperti (compresi due dei santuari più venerati dal popolo il monastero della Trinità di San Sergio e quello delle Tre Grotte a Kiev) e fu concesso di eleggere nuovamente un Patriarca.
L’icona apparve prima nella Leningrado assediata dai tedeschi. Nonostante fossero costantemente sotto il tiro dell’artiglieria, le autorità bolsceviche organizzarono una processione con in testa l’icona. Una volta rotto l’assedio di Leningrado, la sacra icona fu portata prima a Mosca e poi successivamente, con un viaggio lungo e tormentato, nella Stalingrado assediata.
Nel 2024 l’icona viene portata nei territori di quel Donbass ancora sofferente che attende con fiducia e speranza la completa liberazione ed il ritorno alla pace.
