La “marcia su Mosca” che non c’è stata

La "marcia su Mosca" che non c'è stata

L’immagine di un operatore ecologico che svolge tranquillamente il suo lavoro in mezzo ai carri armati della Wagner ieri a Rostov esemplifica bene alcune particolarità della società russa.
Se in Occidente certi assestamenti negli equilibri interni di potere avvengono utilizzando come strumenti magistratura, media e finanza, in Russia ciò accade con le armi. Per questo a differenza delle scene di panico apocalittico alle quali assisteremmo in Italia se si presentasse una situazione simile, ieri invece a Mosca la vita ha continuato normalmente.

Purtroppo per la propaganda occidentale nessun 1917 e’ alle porte. Il potere di Putin si è dimostrato più saldo che mai, tanto che nessuna istituzione o figura di spicco, né politica né militare, si è schierata con Prigožin. Questo nonostante in molti, soprattutto nell’ambiente più conservatore e patriottico, condividessero alcune delle sue rivendicazioni.

Come risultato finale la Wagner cesserà la propria attività in Russia, con i suoi combattenti sul fronte ucraino che sigleranno accordi con il Ministro della Difesa, concentrandosi sugli scenari esteri (compresa la Bielorussia per contrastare ogni eventuale tentativo di golpe anglo-polacco). Al contempo ci saranno cambiamenti nelle alte sfere della Difesa russa, con i ‘falchi’ che acquisiranno maggior potere. Inoltre agli occhi della popolazione il presidente Putin si conferma una volta di più come l’unico in grado di garantire la pace sociale della nazione.

Menzione finale per Lukashenko, dato per morto varie volte dai media occidentali, che grazie alla sua mediazione acquisisce prestigio e popolarità a livello nazionale e internazionale.

Abbiamo raccolto i nostri punti di vista sulla questione dell’ammutinamento in questo articolo pubblicato sull’ Indipendente online.

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