Aiuti alle famiglie e stop all’immigrazione. La svolta sovranista del Partito Comunista Russo
Il Partito Comunista della Federazione Russa ha organizzato una tavola rotonda presso la Duma di Stato dal titolo “Il sostegno legislativo allo sviluppo del popolo russo” le cui conclusioni sono state riepilogate in un documento pubblicato sul sito ufficiale del partito (https://kprf.ru/dep/gosduma/activities/244352.html).
L’analisi svolta identifica i principali pericoli per la nazione nel declino demografico, l’immigrazione di massa e gli squilibri sociali.
Riguardo l’immigrazione si afferma:
“non si tratta ormai di assistenza, ma di sostituzione”
“la migrazione incontrollata non è una necessità economica ma uno strumento dell’oligarchia per importare manodopera a basso costo”
“il 76% dei russi percepisce questa migrazione che sostituisce la popolazione come una minaccia. Non si tratta di xenofobia, bensì di una reazione alla realtà”
“sotto la pressione del Partito Comunista della Federazione Russa e della società civile, il partito al governo e la Duma di Stato sono stati costretti ad adottare 22 leggi federali per razionalizzare la politica migratoria. Si tratta di una vittoria condivisa. I risultati sono già visibili: il numero di stranieri in Russia è diminuito di 700.000 unità, passando da 6,8 a 6,1 milioni”
“la rivendicazione fondamentale del programma del Partito Comunista della Federazione Russa è la transizione verso un rigido protezionismo demografico: reclutamento mirato come unico meccanismo (“arriva, lavora, parti”), divieto di ingresso per ricongiungimento familiare, inasprimento delle pene per i reati gravi, ritiro dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e dal Patto Globale per le Migrazioni”
Una presa di posizione e delle proposte così radicali da fare impallidire le destre di tutta Europa. Sorprendente ma non troppo per chi conosce la politica russa. Da tempo orma il KPRF, secondo partito dopo il governativo Russia Unita, si sta allontanando dalla retorica internazionalista per sposare il patriottismo. Un percorso diametralmente opposto a quello degli eredi dei partiti comunisti europei, ormai svenduti al globalismo, che hanno sostituito le battaglie social-popolari con accoglienza e diritti arcobaleno.
Nel volantino allegato alla relazione si vedono una accanto all’altra le bandiere della Russia imperiale, quella sovietica e l’attuale tricolore. Un forte segnale di unità, continuità storica e patriottismo che da italiani, abituati a dividerci su ogni cosa, non possiamo che guardare con invidia.
