Mediterraneo e rivoluzioni colorate. Le trame anglo-americane

Mediterraneo e rivoluzioni colorate. Le trame anglo-americane

Il Mediterraneo, da Mare Nostrum a terra di conquista, come metafora del decadimento italiano nello scenario internazionale. Ancora oggi molti dei principali intrighi geopolitici passano dal ‘Mare di Mezzo’. E’ possibile leggerne una approfondita analisi nel libro ‘Mediterraneo. Stesso sangue, stesso fango’. L’autore, Antonio Evangelista, è un ex-dirigente dell’Interpol, esperto di terrorismo formatosi sul campo nel corso di varie missioni internazionali dal Libano alla Bosnia.

Dietro ogni conflitto ci sono sempre specifici interessi strategici e quasi sempre i nostri divergono rispetto a quelli anglo-americani. Uno degli esempi più eclatanti è quello dell’attivismo dell’ENI sotto la guida di Enrico Mattei, dalla cui “misteriosa” (ormai neppure tanto) morte hanno tratto vantaggio soprattutto le ‘Sette Sorelle’. Per tornare a tempi più recenti ci sono stati il rovesciamento di Gheddafi in Libia e l’uccisione di Regeni in Egitto.
 
A pagare lo scotto della costante opera di destabilizzazione dell’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa) è sempre l’Italia, sia in termini di approvvigionamento energetico che di flussi migratori.Dal canto loro, gli ‘esportatori di democrazia’ non si fanno nessuno scrupolo nel raggiungere i propri obiettivi, nemmeno quello di armare e addestrare migliaia di terroristi islamisti così come avvenuto in Siria. Altro che liberare il popolo siriano, il rovesciamento di Assad era la punizione per aver preferito il progetto di un gasdotto che passava attraverso l’Iran e il Mediterraneo invece che da Qatar e Turchia.
 
Dal Mediterraneo ai Balcani il passo e breve e le dinamiche molto simili. In quel caso c’era da smantellare la Jugoslavia, considerata troppo vicina alla Russia. Così si creano nuovi ‘cattivi’, la Serbia e Milosevic in questo caso, e si occupano nuovi territori (oggi in Kosovo si trova una delle basi militari più grandi d’Europa). Fino ad arrivare all’Ucraina. Qui l’obiettivo degli anglo-americani è quello di separare l’Europa dalla Russia, sostituendo l’economico gas russo con il costosissimo GNL americano.
 
Lo schema delle ‘rivoluzioni colorate’ è ricorrente: colpi di Stato preparati attraverso il finanziamento (corruzione) di partiti, media e funzionari, tutto realizzato in aperta cooperazione tra apparati governativi (CIA, MI6, NED, USAID etc) e ONG allineate all’agenda anglo-americana (come la Open Society di George Soros) utilizzando gruppi estremisti (dai salafiti in Siria ai nazionalisti in Ucraina) come bassa manovalanza. A muovere i fili sono sempre gli stessi. Quelli che qualcuno considera fedeli alleati ma nei fatti sono i nostri primi avversari, altro che Russia e Cina!
 
Negli ultimi tempi nel dibattito politico è entrato il tema della neutralità italiana in politica estera. Una neutralità che non sarebbe segno di debolezza o inerzia ma al contrario di forza e autonomia per chi ha la fortuna di trovarsi in una posizione geografica così geopoliticamente strategica, al centro del Mediterraneo.
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