Di amore e anarchia: la storia di Sof’ja Perovskaja

Di amore e anarchia: la storia di Sof'ja Perovskaja

La storia della Russia e piena di speranze, drammi, amori e illusioni, una delle storie più interessanti è quella di Sof’ja L’vovna Perovskaja (13 settembre 1853 – 15 Aprile 1881), passata alla storia per aver organizzato l’assassino dello Zar Alessandro II.
Nacque da una famiglia aristocratica: il padre funzionario del governo zarista dimessosi dopo il fallito attentato di Karakozov. Di lui le cronache narrano che fu un uomo molto repressivo in ambito familiare. La madre aristocratica impoverita dedicò tutta la sua vita alla cura dei figli.
La famiglia viaggiò molto a causa del lavoro del padre e Son’ja ricevette un’istruzione privata grazie alla quale imparò ad amare Turgenev, Dostoevskij, Černyševskij, Dobroljubov, Pisarev e Nekrasov.
Fin dalla più tenera età manifestò un carattere molto risoluto tanto che il fratello Vasilij  disse “Non ricordo un solo caso in cui Son’ja abbia manifestato paura”.

La giovinezza

Nel 1865 fece un breve viaggio a Ginevra con la madre per visitare un parente malato, in quel periodo conobbe alcuni esponenti dell’opposizione russa.
Tornata in patria frequentò la scuola privata femminista al V ginnasio statale e partecipò ai corsi di matematica, chimica, biografia, geologia, pedagogia, al fine d’integrare l’istruzione delle ragazze e prepararle all’esame di abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie. Le lezioni, tenute da validi professori suscitarono in lei un vivo entusiasmo. È in questo periodo che conobbe la sua amica Aleksandra Kornilova con la quale iniziò ad avvicinarsi alla militanza politica.
Dopo essersi diplomata dedicò molto del suo tempo ad alfabetizzare le masse al fine di prepararle per la rivoluzione socialista rimanendo molto colpita dalla miseria dei ceti più umili rafforzando al tempo stesso le sue convinzioni verso l’anarchismo armato.
Nello stesso periodo lavorò anche come insegnante e assistente medico fornendo sempre aiuto agli strati meno abbienti della popolazione.

La militanza politica

Partecipò a varie attività antizariste e venne arrestata nel 1874. Passò circa sei mesi nel carcere di San Pietroburgo e una volta rilasciata si prese cura dei suoi compagni facendo il possibile per migliorare le loro condizioni detentive.
Percorse tutte le fasi del movimento rivoluzionario russo degli anni settanta del XIX secolo, dal circolo Čajkovskij a Zemlja, i Volja fino al partito della Narodnaja volja del quale fu uno dei dirigenti più attivi e influenti. In questo periodo conobbe e si innamorò del giovane Andrej Željabov, originario di Nikolaevka e costretto alla latitanza in quanto ricercato dalle forze di polizia. I due divennero i membri più famosi dell’organizzazione.
Nardonaja Volja (Народная воля) ossia “volontà di popolo“, fu un’organizzazione social rivoluzionaria  russa attiva dal 1879 al 1886. Il suo obbiettivo era l’abbattimento del regime borghese zarista, visto dai narodovol’cy, come una forma di governo criminale e poliziesco.
Dedicò tutta la sua vita combattendo ogni forma di repressione e ingiustizia convincendosi che era necessario un gesto estremo.

L’attentato

Sebbene Alessandro II avesse abolito la servitù della gleba che attanagliava da secoli le plebi dell’impero la situazione dei contadini non migliorò perché per essere liberi dovevano pagare un riscatto che nella stragrande maggioranza dei casi non riuscivano a saldare e finivano per perdere la terra a vantaggio dei contadini più ricchi. Per questo motivo lo Zar venne ritenuto responsabile delle misere condizioni di vita dei contadini e degli operai.
Decisa e risoluta la Perovskaja deliberò per l’assassino assieme agli altri congiurati. Nonostante due attentati falliti e numerosi arresti la Terza Sezione (polizia politica) non riuscì a stare al passo con le associazioni eversive e si arrivò al fatidico giorno:
Il 13 Marzo 1881 mentre lo zar stava rientrando al palazzo d’inverno dopo un’esercitazione d’equitazione, Sof’ja sventolò un fazzoletto per segnalare il passaggio del corteo imperiale, la carrozza fu investita da un’esplosione che costrinse  Alessandro II a scendere dalla carrozza dove fu colpito a morte da un secondo ordigno lanciato da Ignatij Grinevickij.
La repressione che seguì l’incredibile evento fu feroce e tutti i partecipanti furono catturati e giudicati alla pena capitale Son’ja venne arrestata sulla prospettiva Nevskij e condannata a morte.

La morte

L’esecuzione si svolse il 15 Aprile dello stesso anno. Sof’ja salì sul patibolo assieme al suo amore Željabov, assolutamente calma e impassibile, alcune testimonianze la ricordano addirittura quasi allegra. Moriva così la prima donna ad essere giustiziata in Russia per reati politici, la sua morte non portò assolutamente pace e ordine pubblico perché la tensione che covava sotto le ceneri da tempo esplose violentemente negli anni immediatamente successivi, numerosi furono gli attentati che sconvolsero i monarchi e le famiglie reali come quello effettuato dall’italiano Gaetano Bresci.

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