Eastern Economic Forum – La Russia guarda ad Est

Eastern Economic Forum - La Russia guarda ad Est

Settembre 2024, Vladivostok.

La Russia ha dato il via all’Eastern Economic Forum (EEF), un evento di importanza strategica, atto a stimolare lo sviluppo economico della Russia profonda e a promuovere la cooperazione internazionale nella regione Asia-Pacifico. Il Forum ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti dei Paesi partner della regione Asia-Pacifico, dell’ASEAN, ovvero l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico, e dei BRICS.

Analizzando il programma dell’EEF, emerge chiaramente come la Russia, smaltita la “sbornia” occidentalistica, stia guardando ad Est, delineando un ampio intreccio di rapporti e connessioni, nutriti da un piano per lo sviluppo delle sue regioni orientali e consolidati dalle sue relazioni con i principali attori regionali e non.

Priorità di sviluppo per l’Estremo Oriente

Com’era prevedibile, quest’anno il programma del Eastern Economic Forum ha posto un accento particolare sullo sviluppo dell’Estremo Oriente Russo, una regione che fino a poco tempo fa, per motivi contingenti e di opportunità politico-economica, era marginale rispetto agli interessi che si sviluppavano nella parte “europea” del Paese. Le discussioni e le tavole rotonde organizzate, si sono concentrate su misure concrete destinate a trasformare quest’area in una delle più dinamiche e in crescita della Russia.

Lo Stato infatti, ha avviato un ambizioso piano per rivitalizzare l’Estremo Oriente, già supportato da una serie di programmi infrastrutturali e logistici in fase di attuazione. Attualmente, sono stati realizzati oltre 2.850 progetti di investimento, con un valore complessivo di 8,9 trilioni di rubli.

La regione si distingue per la sua capacità di produzione ed estrazione di risorse ittiche e marine, legname e minerali. Inoltre, l’orientamento verso partner asiatici ha accresciuto il suo ruolo e l’importanza strategica che riveste in ottica geopolitica e geoeconomica.

Il Forum ha quindi messo in evidenza una serie di priorità strategiche per lo sviluppo delle regioni orientali, un’area che sta diventando cruciale per la crescita economica e demografica del Paese. In sintesi, le principali aree di intervento identificate nel programma sono state:

– Attuazione di iniziative che portino a risultati concreti e possano servire da modelli replicabili per altre aree.

– Investimenti in programmi educativi e formativi per preparare una forza lavoro qualificata, in linea con le esigenze del mercato regionale.

– Implementazione di strategie per un approccio coeso e integrato nello sviluppo dei diversi territori della regione.

– Favorire l’edilizia, l’industria e la produzione attraverso incentivi e condizioni favorevoli per attrarre investimenti e stimolare la crescita economica.

– Potenziare agricoltura, pesca, produzione agroalimentare, sfruttamento del sottosuolo, turismo, personale e innovazione per diversificare e rafforzare l’economia regionale.

– Attuare la strategia approvata nel 2024 dal presidente della Federazione Russa, orientata a promuovere innovazioni e avanzamenti tecnologici nella regione.

– Programma “Far Eastern Hectare”: questo programma ha già distribuito terreni a oltre 137 mila persone. Attualmente, il 52% dei partecipanti sta costruendo abitazioni, mentre il 29% utilizza i terreni per attività agricole.

– Creare un’infrastruttura di alta qualità per la riparazione e costruzione navale, con l’obiettivo di sostenere la crescita della pesca, dell’industria ittica e della produzione di gas e petrolio offshore.

– Sviluppare nuove località turistiche nelle aree di Primorye, Kamchatka e Lago Baikal per attrarre visitatori e stimolare il settore.

– Garantire che l’economia della Russia profonda possa soddisfare le crescenti esigenze energetiche entro il 2050.

Questi punti rappresentano un quadro ampio e ambizioso per il futuro dell’Estremo Oriente Russo, puntando a trasformare la regione in un centro nevralgico di sviluppo economico e innovazione, non solo della Russia ma dell’Eurasia nella sua totalità e della regione dell’Asia-Pacifico.

Dai punti appena analizzati, risulta evidente come Mosca abbia designato l’Estremo Oriente quale principale frontiera geostrategica della Russia del prossimo futuro, ovvero un ponte tra le diverse civiltà e un centro nevralgico per lo sviluppo economico di tutta l’area. In questa prospettiva, l’EEF ha posto un’enfasi particolare sul rafforzamento del potenziale demografico della regione. E’ noto infatti, che la demografia sia il vero tallone d’Achille della Federazione Russa, che ogni anno perde circa 300 mila abitanti. Non solo la demografia, ma la “fuga” verso Mosca e San Pietroburgo del popolo russo, mette in serio pericolo le capacità di espressione e gestione della sovranità nelle zone più disabitate. Nonostante le regioni orientali coprano oltre un terzo del territorio russo, la popolazione è scesa sotto gli 8 milioni di abitanti, con una perdita di oltre un quarto della popolazione negli ultimi 30 anni.

Una riduzione demografica di questo tipo, comporta rischi significativi per l’identità culturale e la gestione del territorio. Risulta pertanto necessario da parte del governo russo implementare meccanismi efficaci per invertire il declino della popolazione. Le strategie includono misure di sostegno per le famiglie numerose e i giovani professionisti con figli, oltre allo sviluppo delle infrastrutture urbane e il sostegno alle zone rurali. Inoltre, si prevede di adottare politiche occupazionali equilibrate e una gestione segmentata dell’immigrazione, allineata con gli obiettivi di sicurezza nazionale e di crescita economica.

Parallelamente, il Forum ha discusso le sfide e le opportunità legate alla connettività logistica, particolarmente importante in un contesto di crescente rivalità geopolitica con l’Occidente. Sono state esaminate le questioni relative al trasporto delle merci e allo sviluppo di corridoi di trasporto alternativi, come la rotta del Mare del Nord, il corridoio nord-sud MTK e il corridoio orientale.

La Cina come partner strategico di Mosca nell’Estremo Oriente

Durante l’EEF, come da previsioni, un’attenzione particolare è stata dedicata alla cooperazione tra Mosca e Pechino, evidenziando l’importanza della Cina come partner strategico per la Russia. Mosca ha utilizzato il Forum per sottolineare l’importanza delle relazioni bilaterali con il vicino meridionale, in un contesto di crescente collaborazione economica, politica e militare.

Negli ultimi anni, i legami commerciali ed economici tra Russia e Cina sono notevolmente aumentati. Il commercio bilaterale ha visto una crescita rapida, e la cooperazione in materia di investimenti è diventata più dinamica.

Le due sessioni più importanti in tal senso sono state:

– Il Consiglio per la Cooperazione Interregionale: del comitato russo-cinese di amicizia, pace e sviluppo;

– La tavola rotonda “Russia-Cina”.

Sono state discusse le nuove traiettorie per la cooperazione, l’attuazione di progetti comuni, la rimozione delle barriere emergenti al commercio e agli investimenti, e lo sviluppo delle infrastrutture. I temi chiave sui quali si sono concentrate le discussioni sono stati quello del settore automobilistico, quello legato all’energia e all’industria, e quello relativo al progetto di “emissioni zero” entro il 2060.

Risulta evidente come la Cina sia diventata il partner strategico per eccellenza della Federazione Russa. Un’opportunità per la Russia, che con l’aiuto della Cina sta riuscendo ad eludere le sanzioni occidentali, ma anche un problema. Tutte le iniziative intraprese infatti, mirano ad allineare lo sviluppo delle regioni orientali a quello cinese, proprio per evitare di essere “comprati” dalla Cina.

Un nuovo Ordine Mondiale Multipolare

Nella sua politica estera, la leadership russa ha dimostrato negli ultimi anni di mantenere un forte impegno a favore di un nuovo ordine mondiale multipolare e a favore della cooperazione con nuovi centri di potere emergenti. Questo approccio si riflette nella gestione dei rapporti tra i membri dei BRICS e le altre associazioni legate al “sud globale”.

Con l’attuale presidenza dei BRICS infatti, le autorità russe hanno messo a fuoco le strategie per rafforzare questa associazione internazionale. Il Cremlino ha sottolineato l’importanza di adattarsi alla nuova composizione del gruppo e integrare rapidamente i nuovi membri. È cruciale sviluppare meccanismi per garantire la stabilità e rafforzare l’unità interna tra i Paesi BRICS.

In merito a quanto detto finora, e nonostante l’importanza rivestita dalla cooperazione con la Cina, Mosca continua a valorizzare profondamente le relazioni con l’India, un alleato storico e un partner commerciale, culturale e politico di lunga data. I legami tra Russia e India, consolidati durante l’era sovietica, stanno ora raggiungendo nuovi livelli di collaborazione.

Oggi, la Russia si sta affermando come uno dei partner commerciali più rilevanti per l’economia indiana in rapida espansione. Al fine di potenziare ulteriormente il commercio reciproco e la cooperazione in materia di investimenti, il Forum ha ospitato una tavola rotonda intitolata “Russia-India”. Durante l’incontro, sono stati discussi obiettivi chiave e settori promettenti, tra cui la cooperazione industriale, l’interconnessione dei trasporti e della logistica, le infrastrutture finanziarie, e lo sviluppo delle comunicazioni logistiche, in particolare nell’ambito del corridoio nord-sud e del Centro Internazionale dei Trasporti Vladivostok-Chennai.

Non da meno è l’importanza attribuita al partenariato strategico con l’ASEAN, un’alleanza cruciale per il progetto di espansione e cooperazione nella regione Asia-Pacifico, e la stabilizzazione geopolitica di tutta l’Eurasia. Dal 2004, quando la Russia è entrata nel Trattato di Amicizia e Cooperazione nel Sud-Est Asiatico, noto come Trattato di Bali, il dialogo con i Paesi membri dell’ASEAN è stato profondamente rafforzato. Questo accordo ha segnato un passo fondamentale per approfondire ulteriormente le relazioni con l’ASEAN e per integrare la Russia nel dinamico contesto della regione Asia-Pacifico.

Nel contesto eurasiatico, la Russia sta lavorando per creare un nuovo centro di gravità nel mondo multipolare, contribuendo a una ristrutturazione fondamentale del sistema internazionale. La regione è al centro degli interessi globali, con un’importante quota della crescita economica mondiale, infrastrutture chiave per i trasporti, risorse naturali significative, oltre il 70% della popolazione mondiale e un patrimonio culturale e civile plurimillenario.

Uno degli obiettivi principali della politica estera russa è trasformare l’Eurasia in uno spazio continentale di pace, stabilità, fiducia reciproca, sviluppo e prosperità. Questo impegno è riflesso nell’approccio post-sovietico della politica estera russa. Al Forum, gli esperti hanno esaminato le prospettive di integrazione nella regione, il ruolo della Russia nel nuovo modello di organizzazione geoeconomica e la creazione di un partenariato strategico omnicompresivo dello spazio eurasiatico, il GEP – Greater Eurasian Partnerschip. Si è discusso anche del ruolo dell’Unione Economica Eurasiatica (UEA), della Shanghai Cooperation Organization (SCO) e dell’ASEAN nella dinamica di integrazione della regione.

Il Forum ha evidenziato l’importanza di consolidare queste alleanze e di sfruttare il potenziale di cooperazione per sostenere la stabilità e la crescita nello spazio eurasiatico, riflettendo la crescente centralità di questa regione nel panorama globale.

In ultima istanza, è stata dedicata particolare attenzione all’accordo trilaterale di cooperazione tra i principali Paesi eurasiatici, conosciuto come “Russia-India-Cina” (RIC. I partecipanti hanno discusso diversi aspetti cruciali di questa cooperazione trilaterale, tra cui:

– La partecipazione dei paesi RIC alla creazione di mercati eurasiatici per beni, servizi, capitali e lavoro.

– La progettazione di nuovi corridoi di trasporto che colleghino i paesi RIC e l’area dell’Eurasia.

Conclusione: La Nuova Direzione Geopolitica della Russia

Il Forum Economico di Vladivostok ha messo in luce come, a fronte del moltiplicarsi dei conflitti con i partner politici ed economici dell’Occidente, la Russia stia consolidando il suo orientamento verso l’Oriente come strategia geopolitica a lungo termine.

Mosca, almeno fino al 2014, ha cercato in ogni modo di costruire rapporti duraturi di natura politica, economica e culturale con l’Europa. Gli esempi si sprecano; dalle interazioni  con l’Italia agli investimenti russo-tedeschi nel settore industriale-energetico. Dopo gli eventi in Georgia del 2008 qualcosa è cambiato, anche se la rottura totale avviene nel 2014, con l’avvio del processo condotto alla guerra in Ucraina, il cui effetto (e probabilmente proprio uno dei principali motivi per i quali gli Stati Uniti l’hanno avallata) è stato quello di separare la Russia dall’Europa.

Prendendo in prestito un paragone storico, possiamo dire che quando Roma perse la Germania profonda dopo la battaglia di Teutoburgo, qualcuno negli anni successivi si chiese se effettivamente fosse stata Roma a perdere la Germania, o la Germania a perdere Roma. Oggi possiamo chiederci se sia la Russia ad aver perso l’Europa, o l’Europa ad aver perso la Russia.

 
Andrea Brizzi
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