Knut Hamsun e la Georgia: in viaggio dalle vette del Caucaso all’Hotel London
Forse non tutti sanno che lo scrittore e premio Nobel norvegese Knut Hamsun, autore di “Pan”, scrisse il suo famoso romanzo “Terra favolosa. Viaggio nel Caucaso ” nel 1899 nel corso del suo viaggio dalla Finlandia via San Pietroburgo, attraversando Vladikavkaz fino alla Georgia e all’Azerbaigian. Il viaggio fu finanziato da una borsa di studio da parte del governo della Norvegia e rappresenta un documento unico sulla vita e i costumi delle genti del luogo in quel periodo.

“Lontano da casa ma anche vicino”
L’incontro con i caucasici ha lasciato un’impressione profonda e duratura su Hamsun, così come la natura selvaggia ed estrema del Caucaso: incontri e panorami che per lui è stato impossibile non raffrontare alla propria infanzia bucolica nella Norvegia settentrionale, una parte della Norvegia che per certi versi ricorda il Caucaso. Usando le sue parole, in Georgia Hamsun si sente “lontano da casa ma anche più vicino”. Il percorso compiuto da Hamsun si è svolto sulla vecchia strada militare da Vladikavkaz in Russia a Tbilisi in Georgia. La strada attraversa il Caucaso e ha un dislivello di 3000 metri; non a caso, infatti, la sua carrozza ebbe bisogno di quattro cavalli per risalire le montagne. Il suo primo impatto con la Georgia è stato il monte Khazbeg, una delle montagne più alte del Caucaso centrale: raggiunge i 5047 metri sul livello del mare ed è soprannominata “la sposa bianca”. Come scrive Hamsun:
“Improvvisamente dopo una brusca curva, a destra si apre un grande varco e vediamo molto vicino a noi la vetta ghiacciata di Kasbeg con i suoi ghiacciai bianchi scintillanti sotto il sole splendente. Si erge vicino a noi, silenziosa, alta e muta. Una strana sensazione ci attraversa, la montagna sta lì come se fosse cresciuta dalle altre , è come una creatura di un altro mondo che sta lì a guardarci [..] È come se fossi di fronte a Dio”. Stephansminda, proprio sotto il monte Khazbeg, prosegue poi sulle montagne lungo il fiume Alazanie verso Tbilisi. La strada si snoda verso l’alto sulle montagne da Khazbegi e verso il basso lungo profondi burroni dopo aver superato il punto più alto del suo percorso. “Sono seduto qui a pensare, ora mentre avanza la carrozza su un’ampia strada nel Caucaso. Tutto è così strano dentro di me, sento che potrei metterle radici ed essere così meravigliosamente lontano dal mondo”.

L’ammirazione dello scrittore per la cultura russa
Hamsun nutre un grande rispetto ed ha una grande ammirazione per i grandi scrittori russi e il suo obiettivo con il suo viaggio è in parte quello di sperimentare ciò che hanno fatto i suoi eroi letterari. Per soggiornare a Tbilisi sceglie infatti l’hotel prediletto dai letterati: “Questa è allora Tbilisi, di cui hanno scritto così tanti scrittori russi e sono successe così tante cose nel romanzo russo”. Ha scelto l’Hotel London nel centro di Tbilisi come base per la sua spedizione nella vecchia Tbilisi, il centro commerciale per armeni, georgiani, arabi ed ebrei. Oggi non è più un hotel,t è stato reso un museo, ed è stato mantenuto esattamente com’era all’epoca in cui vi soggiornava Hamsun. All’ingresso c’è un cartello che lo ricorda e, ancora oggi, è uno dei luoghi più visitati della città georgiana, a ribadire il profondo rapporto tra lo scrittore norvegese e la Georgia tutta.

