Storia della Russia, Capitolo I: La Rus’ di Kiev. L’inizio di un’epoca

Storia della Russia, capitolo I: La Rus’ di Kiev. L’inizio di un’epoca

La storia della Russia si fa tradizionalmente cominciare dalla prima esperienza di organizzazione statale dei popoli slavi, la cosiddetta ‘Rus’ di Kiev’, che prese forma nel IX secolo. Il territorio aveva come capitale la città di Kiev e si estendeva a partire dalle sponde del fiume Dnipro fino a comprendere attuale Bielorussia, Ucraina settentrionale e le regioni centrali e nord-occidentali della Russia europea.

Il dibattito tra normannisti e antinormannisti

Sull’etimologia della parola Rus’ e sull’origine della popolazione stessa non c’è ancora chiarezza.

Da un lato, la leggenda narra che nell’862 un vichingo chiamato Rjurik arrivò dal mare insieme a due fratelli e prese il potere nella città di Novgorod. Alla sua morte gli succedette il figlio Oleg che nell’882 conquistò Kiev, uccidendo i principi regnanti, e la dichiarò “madre di tutte le città della Rus”, dando inizio di fatto alla Rus’ kieviana.

D’altro canto, queste informazioni ci giungono grazie alle Cronache degli anni passati, una raccolta di racconti redatta 3 secoli più tardi della fondazione della Rus’ di Kiev e figlia della sua epoca: il topos letterario del “sovrano migrante” era in uso in molte produzioni letterarie ad essa contemporanee, dunque storicamente irrilevante. 

Inizialmente sappiamo che più che uno Stato vero e proprio, la Rus’ era un insieme di tribù che versavano un tributo al principe di Kiev. Essa poteva contare sul controllo della rotta fluviale per il ricco commercio di pellicce e schiavi tra la Scandinavia e l’Impero Bizantino. Frequenti erano conflitti e scorribande contro le ricche e vicine popolazioni greche e ottomane.

Riassumendo possiamo affermare che la Rus’ di Kiev si presentava come una lega multietnica, costituita sì da scandinavi, ma in egual parte da slavi e baltici. Diverse tracce archeologiche e antropologiche (ad esempio il sistema di organizzazione interno) lasciano più pensare a una corporazione, in cui l’anima slava prende con il tempo il sopravvento.

La storia del principe Vladimir

Il principe Vladimir, che regnò dal 972 al 1015, fu il primo a convertirsi dal paganesimo slavo alla religione cristiana. Nel corso degli anni la Rus’ cominciò a trasformarsi da primitiva aggregazione di tribù guerriere in un autentico Stato. Kiev era diventata una vera e propria città, dove vi risiedevano il principe, i suoi fedelissimi, chiamati ‘druzina’, ed i nobili, chiamati ‘boiardi’. In alcune occasioni venivano convocate anche delle assemblee cittadine aperte al popolo.

Le prime leggi

Durante il regno del successore di Vladimir, Jaroslav il Saggio, dal 1016 al 1054, fu introdotto il primo corpus di leggi scritte chiamato ‘Russkaja Pravda’ (La giustizia russa). Alla morte di Jaroslav si aprì un periodo di instabilità politica alla quale fece seguito un certo declino della città di Kiev a vantaggio di altri principati nord-occidentali come quello di Vladimir, il cui sovrano Andrej Bogoljubskij saccheggiò Kiev nel 1169, e soprattutto Novgorod.

Città di inizio della dinastia Rjurik e seconda come importanza nella Rus’ solo alla capitale Kiev, Novgorod era un importante centro di interscambi commerciali con le regioni del Baltico. Nel 1136 il sovrano venne cacciato a furor di popolo ed il suo successore fu eletto dall’assemblea popolare tra i nobili (boiardi) della città, dando vita ad una prassi unica per l’epoca

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