Il "doppio" Capodanno russo: tradizione e contrasti
Tra la notte del 13 e il 14 gennaio, anche quest’anno in Russia si festeggia il „vecchio nuovo anno“ (Старый Новый год): questo secondo capodanno cade tra il Natale ortodosso (7 gennaio, di cui abbiamo parlato qui) e la Teofania (ossia l’Epifania ortodossa, 19 gennaio). Ma per quale ragione bisogna festeggiare un secondo capodanno?
“Distruggere le vecchie abitudini”
La coesistenza di due capodanni risulta essere la conseguenza diretta del passaggio tra calendario giuliano e gregoriano. In Russia, dai tempi di Pietro il Grande veniva utilizzato il calendario giuliano, applicato per facilitare gli scambi economici con l’Europa. Ricordiamo infatti che prima di Pietro il Grande, il calendario russo veniva calcolato dalla Creazione e primo giorno dell’anno cadeva il 1 settembre. Il calendario giuliano, a sua volta, differiva di 13 giorni dal gregoriano, introdotto nel XVI secolo da Papa Gregorio XIII e già utilizzato nel resto d’Europa.
La scelta di adattarsi alla modalità europea occidentale risale all’avvento dei bolscevichi, quando nel 1918, nel giro di una notte, Lenin decise di „stabilire in Russia un conteggio del tempo uguale a quello di quasi tutte le nazioni evolute“. Questo strappo alla tradizione rappresentava molto di più che una mera scelta organizzativa: se da un lato si puntava a sabotare ogni legame tra la cultura religiosa e ortodossa di cui era permeata l’anima russa, dall’altro la nuova politica rivoluzionaria vedeva alla Madrepatria come cuore di un nuovo impero da espandere verso ovest.
Capodanno „vecchio“ e „nuovo stile“
Difficilmente però si possono scardinare secoli di fede e tradizioni. Da allora, i due calendari coesistono, con non poche implicazioni: infatti, festeggiare il capodanno la notte del 31 dicembre, significherebbe per i credenti interrompere il rigoroso Digiuno dell’Avvento (Рождественский пост), che al contrario dovrebbe durare fino alla vigilia di Natale (6 gennaio). Per questo motivo venne fissato un „nuovo“ Capodanno „vecchio stile“ (старомодный Новый год) il 14 gennaio, giorno in cui si festeggia la circoncisione di Gesù e San Basilio Magno.
La coesistenza tra moderno e sacro nel mondo russo
La discrasia tra le scansioni temporali occidentali e slave si rivela essere qualcosa in più che una curiosità tecnica. Questa mancanza di coordinamento può essere osservata come metafora della differenza tra due polarità: da un lato, l’adattamento della natura ai tempi dell’uomo, dall’altro, la comunione tra essa e la sacralità.
In tal senso, l’arciprete Maksim Kozlov si è espresso sull’importanza politica dell’autenticità della tradizione ai giorni d’oggi: “Il capodanno per sua natura seguiva il Natale, e non lo precedeva, come accade oggi. Se il vecchio capodanno ricorda a qualcuno l’esistenza dell’originale e più adeguato calendario giuliano, non c’è niente di male. Chissà, nel contesto delle tendenze attuali che puntano a superare lo pseudo-globalismo della civiltà occidentale, forse riscopriremo [il valore dell’] originale calendario, quello giuliano“.
