“Souvenir italiani”: il tweet dell’Ambasciata Russa scatena le polemiche

"Souvenir italiani": il tweet dell'Ambasciata Russa scatena le polemiche

La bomba (è il caso di dirlo) la fa scoppiare l’account Twitter dell’Ambasciata russa: ““Queste mine di fabbricazione italiana TS/6.1, TS50 e TS/2.4 (MATS/2) sono state bonificate da ingegneri russi in Ucraina. E quanti di questi ‘souvenir dall’Italia’ rimangono in terra ucraina?” ironizza chi ha scritto il post dell’account @rusembitaly, condiviso ieri in mattinata. “Le persone ne soffriranno per molto tempo…”, chiosa l’Ambasciata russa in Italia, e condivide un’immagine che immortala quattro mine antiuomo, sembrerebbe di altrettanti tipi diversi, di cui tre riportano un cartellino con i colori della nostra bandiera.

Crosetto ‘smentisce’ i russi e Tajani rilancia sull’invio di armi

“Le mine riprodotte nel tweet (una antiuomo e due anticarro) ricordano mine di fabbricazione italiana Valsella/Tecnovar, che non possono essere italiane per una moltitudine di ragioni”, spiega la nota del ministro della difesa nel Governo Meloni. E mentre Crosetto si spende tanto per negare qualsiasi apporto in termini di forniture belliche “politicamente scorrette” da parte italiana all’Ucraina, il suo “collega” ministro, Antonio Tajani (Affari esteri) si sdilinquisce in proclami che, se non venissero da una figura all’apparenza così bonaria, potrebbero tranquillamente essere bollati come guerrafondai. Nessuno stop alle forniture di armi a Zelenski e ai suoi , anzi: “Lo scudo di difesa aerea per l’Ucraina è “un progetto italo-francese: ci sono problemi tecnici da risolvere, legati ad aspetti militari, ma non c’è nessuna frenata e stiamo lavorando per fornirlo”.

Ma il segreto di Stato sulle armi all’Ucraina rimane

Dunque i rappresentanti del governo urlano alla fake news e ribadiscono la loro fedele adesione al supporto bellico per Zelenski ed i suoi, peccato che nonostante questi proclami ancora oggi l’entità del contributo italiano circa la fornitura di armi è ammantato di nebbia: fino alla fine del 2023, infatti, il governo di cui Crosetto e Tajani fanno parte ha posto il segreto di Stato su questo argomento scomodo, caso unico in Europa. Martedì prossimo, inoltre, verrà presentato in Parlamento il nuovo decreti legge per promettere nuovi invii di armi per mesi e mesi: prima ancora di smentire supposte “fake news”, Crosetto e co. potrebbero spiegarci il perché di tanto mistero su un tema così delicato.

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